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Da circa dieci anni,  a Piacenza, i bambini delle classi prime della scuola primaria vengono sottoposti ad uno screening per poter rilevare precocemente le difficoltà di apprendimento che si evidenziano con l'esposizione alla lettoscrittura. Tale screening consiste in un dettato di sedici parole somministrato a gennaio e a maggio, e in una prova di lettura come riconoscimento, denominata TRPS, somministrata a maggio.

I casi "a rischio" saranno monitorati anche in classe seconda, con ulteriori prove di lettura e scrittura.

HANNO PARTECIPATO ALLO SCREENING DI CLASSE PRIMA 2009/ 2010:

1551 ALUNNI E CIRCA 100 INSEGNANTI

  • 500 ALUNNI DELLA CITTA’ e 1051 DELLA PROVINCIA per un TOTALE di 1551
  • 17 ISTITUTI di cui:
  • 12 ISTITUTI COMPRENSIVI DELLA PROVINCIA DI PIACENZA
  • 1 SCUOLA PARITARIA,
  • 4 CIRCOLI DIDATTICI DELLA CITTA'
  • 78 CLASSI PRIME 

HANNO PARTECIPATO AL MONITORAGGIO DI CLASSE SECONDA 2009/2010 EFFETTUATO SUI CASI INDIVIDUATI A RISCHIO CON LO SCREENING 2008/2009:

Per la Provincia di Piacenza: 98 ALUNNI A NOVEMBRE -

77 AD APRILE- MAGGIO

Per la città di Piacenza: 79 ALUNNI A NOVEMBRE –

56 AD APRILE- MAGGIO

COMPLESSIVAMENTE:

  • 10 ISTITUTI COMPRENSIVI DELLA PROVINCIA, 4 DIREZIONI DIDATTICHE DELLA CITTA',
  • 1 SCUOLA PARITARIA
  • 26 CLASSI DELLA CITTA’
  • 20 CLASSI DELLA PROVINCIA
  • 50 INSEGNANTI

GRAFICI DI RISCHIO NELLE CLASSI PRIME DELL’IC DI SAN NICOLO’ *

(Scuola capofila e sede del CENTRO RISORSE)

Dallo screening effettuato sugli alunni delle classi prime nell'anno scolastico 2009/2010 sono emersi i seguenti risultati (* i grafici si riferiscono esclusivamente all'IC di S.Nicolò) :

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PROVA DI SCRITTURA

Come si può notare, confrontando i grafici, i risultati dello screening di gennaio 2010 ci indicano che dei 168 alunni dell’IC di San Nicolò quelli risultati a rischio nella scrittura erano il 21 % per quanto riguarda gli Italiani, addirittura il 45 % dei Non Italiani (gli alunni che hanno almeno un genitore straniero). Senza lo screening questi alunni in difficoltà sarebbero stati inviati ai Servizi UONPIA creando difficoltà nella gestione di un problema che, inizialmente, può essere affrontato a livello scolastico.

A maggio 2010, dopo le attività di recupero previste dal progetto e realizzate dagli insegnanti di classe con le indicazioni fornite dai logopedisti, molti hanno recuperato lo svantaggio e sono usciti dal rischio, attestandosi al 13 % per quel che concerne gli Italiani e al 14 % dei Non Italiani.

Permangono nel rischio gli alunni che potrebbero in seguito evidenziare un disturbo specifico, ma si ritiene possibile che all’inizio della classe seconda della scuola primaria ci sia un’ulteriore diminuzione, poiché le competenze sono ancora in fase di evoluzione e possono migliorare se stimolate in modo adeguato. Solo a fine seconda o all’inizio della classe terza conosceremo, attraverso un iter diagnostico specialistico, la percentuale di alunni con DSA, che, normalmente, si attesta al 4-5% della popolazione scolastica. Arrivati alla fase della diagnosi l’alunno sarà comunque già stato aiutato nel suo percorso didattico e non ci saranno sorprese.

L’insegnante predisporrà – con la collaborazione dei genitori - il PDP, in cui saranno elencati gli strumenti compensativi e dispensativi utili per il bambino.

PROVA DI LETTURA

A maggio s’indaga anche l’abilità di lettura intesa come riconoscimento globale di parole, attraverso un test denominato TRPS. Ricordiamo che la Dislessia è l’incapacità di leggere in modo corretto e fluente, per cui questa prova riveste grande importanza, anche se non ci fornisce dei dati definitivi.

In classe seconda, con il monitoraggio, la prova di lettura sarà registrata e valutata insieme al dettato di parole e di non parole.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Lo screening della classe prima e il monitoraggio della seconda assumono una rilevanza ancora maggiore oggi, dopo l’approvazione della Legge n.170 dell’8 ottobre 2010 sui disturbi specifici di apprendimento.

  • La Legge all’articolo 3 , commi 2 e 3 dice in sostanza che la scuola deve trasmettere apposita comunicazione alla famiglia se gli studenti, nonostante adeguate attivita' di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, e che è compito delle scuole di ogni ordine e grado, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti…

Il nostro CRD da 10 anni lavora in questo senso e, negli ultimi anni, ha intensificato l’attività per le numerose adesioni delle scuole.