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La scuola fa  bene a tutti, il progetto comunemente chiamato screening dei DSA, effettuato dall’AID e promosso dal Centro Risorse Dislessia di S. Nicolò, con il contributo della Provincia di Piacenza, ha concluso la prima parte della sua rilevazione.

Quest’anno sono coinvolti complessivamente più di 2000 alunni di classe prima, in tutte le scuole della città e della provincia di Piacenza.

I risultati sono stati resi noti il 18 febbraio 2013 e confermano il trend degli anni precedenti: gli alunni italiani risultati “A RISCHIO” nella città di Piacenza a gennaio 2013 sono circa il 14% del totale e rappresentano più del doppio della percentuale di DSA che normalmente è diagnosticata dai servizi competenti nella popolazione scolastica.

Ciò accade ogni anno perché lo scopo dello “screening” è proprio quello di evidenziare precocemente le difficoltà e poter intervenire con il recupero mirato.

I “FALSI POSITIVI” (cioè gli alunni che in seconda non saranno diagnosticati come DSA), ora manifestano problematicità di apprendimento e meritano comunque molta attenzione da parte della scuola.

Dai risultati possiamo notare che, ovviamente, gli alunni hanno sbagliato le parole più complesse, difficoltà quest’anno rappresentata dalla parola MANDORLA, seguita da VALANGA e RONDINE.

Il livello degli studenti definiti a rischio in maggioranza è in ogni modo ALFABETICO, con difficoltà nell’analisi corretta dei suoni. Questi bambini dovranno essere aiutati a padroneggiare la segmentazione e la fusione fonemica, a controllare l’ordine sequenziale dei fonemi di parole che contengano dittonghi, gruppi consonantici, nessi Vocale –Consonante ma, pur essendo in difficoltà, hanno già un buon approccio alla letto scrittura.

Un altro gruppo abbastanza rilevante ha invece un livello che è ancora PRECONVENZIONALE: è quello della scrittura spontanea del bambino nella quale non si trovano lettere corrispondenti al valore sonoro convenzionale, cioè il bambino non ha ancora scoperto che i grafemi, (le lettere), rappresentano i suoni delle parole. Sono questi i bambini che dovranno lavorare di più per recuperare lo svantaggio.

Si commentano principalmente i dati che si riferiscono agli alunni italiani, poiché i non italiani hanno bisogno di un tempo maggiore di esposizione alla lingua ed è logico che entrino nel rischio a gennaio in percentuale maggiore rispetto agli italiani, infatti, rappresentano il 26% del totale, ma probabilmente a giugno i risultati saranno molto diversi.

Si allegano i grafici relativi a circa 850 alunni di classe prima, rilevati nelle scuole della città di Piacenza.

San Nicolò, 22 febbraio 2013

Giuseppina Clini Referente del CRD e DSA di S. Nicolò Piacenza